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Riflessioni sulla conferenza: Etica dell’uso dell’Intelligenza Artificiale

3 giugno 2026

Suor Hanan Eshoa Shaba ripercorre la conferenza sull’Intelligenza Artificiale tenutasi il 15 dicembre 2025 su Zoom con la partecipazione di 24 studenti arabofoni di Domuni. Questo incontro ha offerto l’opportunità di sviluppare una riflessione approfondita sulle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale nei contesti accademico, pastorale e teologico.

Suor Hanan: un impegno accademico e pastorale

Religiosa delle Figlie di Maria dei Caldei e docente presso Domuni dal 2018, Suor Hanan opera principalmente nell’ambito della teologia pastorale. Accompagna studenti di ogni livello, molti dei quali sono sacerdoti, religiosi, religiose o laici impegnati nella missione della Chiesa.

La sua esperienza nell’insegnamento a distanza l’ha portata a constatare che gli studenti utilizzano già ampiamente gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale. È quindi emersa la necessità di affrontare non solo gli aspetti tecnici di questi strumenti, ma soprattutto la loro dimensione etica.

Una conferenza fondata sul Dicastero per la Dottrina della Fede

La conferenza si è basata su un recente documento del Dicastero per la Dottrina della Fede, Antiqua et Nova, pubblicato dalla Santa Sede nel 2025, che propone una riflessione strutturata sull’etica dell’intelligenza artificiale.

L’intervento è stato organizzato in due parti: la dimensione scientifica, presentata dal Dr. Ameer Jaje, O.P., e la dimensione pastorale, sviluppata da Suor Hanan.

Il documento esaminato, composto da 120 punti, ha suscitato sorpresa tra gli studenti, che non si aspettavano una riflessione ecclesiale così ampia e articolata su questo tema. Molti conoscevano alcuni interventi del Papa o di altre autorità ecclesiastiche, ma ignoravano l’esistenza di un testo tanto sistematico e approfondito.

La centralità della persona umana

Il nucleo del messaggio si fonda su un principio essenziale: la centralità della persona umana.

Nella tradizione cristiana, la persona umana, dotata di dignità e coscienza, rimane il centro di ogni azione educativa e pastorale. L’intelligenza artificiale non deve mai sostituire l’intelligenza umana né la responsabilità morale; deve piuttosto essere al loro servizio.

Suor Hanan ha insistito su alcuni punti fondamentali:

L’Intelligenza Artificiale è uno strumento, non un’autorità.

L’accesso rapido alle informazioni non sostituisce lo studio né la ricerca scientifica.

I valori, i principi etici e il rigore accademico restano indispensabili.

La maturità e la consapevolezza critica devono accompagnare l’uso delle tecnologie contemporanee.

Formare ricercatori responsabili

L’obiettivo non è semplicemente formare studenti capaci di utilizzare l’IA, ma formare ricercatori responsabili, in grado di distinguere tra risposte preconfezionate e autentica ricerca, di analizzare criticamente i contenuti proposti, di comprendere gli algoritmi e di attribuire un significato all’uso degli strumenti tecnologici.

In un contesto in cui l’IA consente di ottenere risposte immediate — e persino di accedere alle informazioni senza saper leggere o scrivere grazie agli strumenti vocali — esiste il rischio di credere che sia possibile acquisire conoscenza senza alcuno sforzo intellettuale. La conferenza mirava precisamente a correggere questa illusione.

Un’accoglienza molto positiva

Gli studenti hanno manifestato un vivo interesse per il tema. Il confronto è stato dinamico, interattivo e arricchente. Molti hanno espresso il desiderio che questa tematica non resti confinata a una semplice conferenza, ma diventi una disciplina accademica a pieno titolo, una futura specializzazione o persino un percorso di studio specificamente adattato alle sfide contemporanee.

Questa reazione conferma che il mondo accademico e quello pastorale avvertono la necessità di un accompagnamento strutturato di fronte alle trasformazioni tecnologiche.

Verso una formazione adeguata al nostro tempo

Per Suor Hanan, l’intelligenza artificiale deve essere integrata nei programmi formativi in modo metodico e scientifico, senza rigidità ma con discernimento.

La conoscenza è indispensabile. Tuttavia, se non viene compresa e padroneggiata, rischia di dominare l’essere umano invece di servirlo. La sfida è quindi chiara:

Mantenere la persona umana al centro, sviluppare una coscienza critica e utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento al servizio del bene comune.

Questa conferenza rappresenta un punto di partenza. Essa apre la strada a un necessario approfondimento accademico e pastorale per accompagnare le trasformazioni del nostro tempo, preservando al contempo la dignità e la responsabilità della persona umana.

Coloro che desiderano approfondire questa tematica sono invitati a partecipare alla Summer School che si terrà dal 6 al 10 luglio a Tours, durante la quale i docenti avranno l’opportunità di lavorare, in particolare, sugli usi dell’intelligenza artificiale nell’istruzione superiore.