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TELOS 14 – Pubblicazione del nuovo numero
2 giugno 2026
È ora disponibile il nuovo numero di TELOS, intitolato «Parlare, vivere e discernere la verità».
In un’epoca caratterizzata dal sovraccarico informativo, dall’accelerazione tecnologica e da una profonda frammentazione culturale, la questione della verità assume una rinnovata urgenza. L’intelligenza artificiale è in grado di generare risposte persuasive senza una reale comprensione dei contenuti; il dibattito pubblico è sempre più influenzato dalla polarizzazione e dalla diffusione di voci incontrollate; le istituzioni educative subiscono pressioni affinché privilegino l’utilità rispetto alla sapienza; e le comunità religiose sono chiamate a testimoniare in modo credibile le verità che professano. In questo contesto, il nuovo numero di TELOS propone una riflessione multidisciplinare su come la verità possa essere espressa, vissuta e discernuta in un mondo sempre più complesso.
La questione della verità ha sempre occupato un posto centrale nella riflessione umana. Filosofi, teologi, educatori e studiosi delle scienze sociali si sono interrogati per secoli sulle modalità attraverso cui la verità possa essere conosciuta, comunicata e incarnata nella vita quotidiana. Tuttavia, nel mondo contemporaneo tali interrogativi hanno acquisito una rilevanza particolare. La velocità senza precedenti con cui circolano le informazioni, l’ascesa delle tecnologie digitali e la crescente complessità della vita sociale e politica hanno trasformato le condizioni entro le quali gli individui ricercano significato e comprensione. Per molti aspetti, l’accesso all’informazione non è mai stato così ampio; eppure, la fiducia nella verità appare sempre più fragile.
Il nuovo numero di TELOS risponde a queste sfide riunendo una serie di contributi accademici che esaminano la verità da prospettive filosofiche, teologiche, educative e sociali. Lungi dal proporre soluzioni semplicistiche, il volume invita a una riflessione rigorosa sul modo in cui la verità viene espressa, vissuta e discernuta in contesti differenti. Grazie al suo approccio interdisciplinare, esso incoraggia i lettori a confrontarsi con alcune delle questioni intellettuali e spirituali più urgenti del nostro tempo.
L’articolo di apertura, «Verso una migliore comprensione della spiritualità domenicana: il modo di vita domenicano», di Tony W. A. Rivera, esplora il ricco patrimonio spirituale della tradizione domenicana. Rivera presenta la spiritualità domenicana non semplicemente come un insieme di dottrine o pratiche devozionali, ma come una forma coerente di vita fondata sulla ricerca della verità. Ispirandosi alla vita e all’esempio di san Domenico, l’autore mostra come la vita comunitaria, la preghiera, lo studio e la predicazione costituiscano un percorso integrato verso la maturità spirituale. Un’attenzione particolare è dedicata a ciò che l’autore definisce la «Grazia della Parola», una comprensione dinamica della verità che unisce contemplazione e azione. In un’epoca spesso segnata dalla frammentazione e dall’incertezza, la tradizione domenicana offre un modello di rigore intellettuale, profondità spirituale e impegno significativo nel mondo.
Il secondo contributo, «John Henry Newman, la verità e l’educazione universitaria nell’era dell’intelligenza artificiale», di Tuan Viet Cao, C.M., affronta uno dei dibattiti più urgenti dell’istruzione superiore contemporanea. Riprendendo il pensiero di John Henry Newman, una delle figure più influenti della filosofia dell’educazione, l’articolo sostiene che la finalità primaria dell’università non consiste semplicemente nella trasmissione di informazioni, ma nella formazione del giudizio. La concezione newmaniana della verità come principio guida della ricerca viene posta in dialogo con sfide contemporanee quali l’intelligenza artificiale, la mercificazione dell’istruzione e la crescente enfasi sui risultati professionali. In un momento storico in cui le macchine possono produrre testi sofisticati senza una reale comprensione, l’articolo ricorda con forza che l’educazione ha come missione fondamentale la formazione di persone capaci di pensiero critico, giudizio responsabile e autentico confronto con la realtà.
Il terzo articolo, «Verso una comprensione del pettegolezzo fondata su criteri», di Dr. Srećko Koralija O.P. e Kristijan Krkač, esamina un tema spesso trascurato nel dibattito accademico nonostante la sua rilevanza nella vita quotidiana. Il pettegolezzo costituisce una componente comune delle interazioni umane, ma le sue implicazioni morali e sociali vengono raramente analizzate in profondità. Attraverso un approccio sistematico basato su criteri, gli autori indagano la natura del pettegolezzo e le condizioni in cui esso possa essere considerato moralmente accettabile oppure dannoso. La loro analisi mette in luce la complessità della comunicazione umana e dimostra che la parola non è mai del tutto neutrale. A seconda del contesto, delle intenzioni e delle conseguenze, il pettegolezzo può contribuire sia alla coesione sociale sia all’erosione della fiducia e della reputazione. L’articolo solleva pertanto importanti interrogativi sulla responsabilità etica nella comunicazione e sul ruolo della veridicità nelle relazioni sociali.
L’ultimo articolo di ricerca del volume, «L’esperienza mistica ci dice qualcosa sull’ordine del reale? L’esempio di Teresa d’Avila», di Oleg Malashenko, affronta il rapporto tra esperienza mistica e conoscenza della realtà. Partendo dalle esperienze spirituali di santa Teresa d’Avila, l’autore si interroga sulla possibilità che le esperienze descritte come mistiche offrano una conoscenza autentica della natura dell’esistenza. L’articolo analizza la comunicabilità, la credibilità e il significato epistemologico di tali esperienze, sostenendo che esse meritano una seria considerazione nell’ambito della ricerca filosofica e teologica. Sebbene le esperienze mistiche non rispondano ai criteri di verifica empirica comunemente associati alla scienza moderna, esse rappresentano dimensioni fondamentali dell’esperienza umana e possono illuminare questioni riguardanti la trascendenza, il significato e la struttura ultima della realtà.
Il numero comprende inoltre una recensione critica di Michael Humpherys dedicata all’opera di David Hunt, Something for Nothing? An Explanation and Defence of the Scholastic Position on Usury. La recensione riprende un dibattito storico della teologia morale e del pensiero economico riguardante la legittimità degli interessi e delle pratiche di prestito. Analizzando la concezione scolastica dell’usura, essa evidenzia l’attualità delle prospettive teologiche storiche per le discussioni etiche contemporanee sulla finanza, la giustizia e la responsabilità economica.
Considerati nel loro insieme, i contributi raccolti in questo numero testimoniano la ricchezza e la diversità della ricerca contemporanea sulla verità. Pur affrontando il tema da prospettive disciplinari e metodologiche differenti, gli autori condividono una medesima preoccupazione: comprendere come la verità possa orientare il pensiero umano, l’azione e la vita comunitaria. Attraverso la pratica spirituale, la formazione educativa, la comunicazione etica, l’esperienza mistica e la riflessione sociale, ogni contributo offre preziose prospettive sulla costante ricerca umana di significato e comprensione.
TELOS è una rivista internazionale ad accesso aperto pubblicata da Domuni Press, dedicata alla promozione del dialogo accademico nei campi della filosofia, della teologia, delle scienze sociali e degli studi religiosi. Offrendo una piattaforma a ricercatori provenienti da contesti culturali e intellettuali diversi, la rivista favorisce uno scambio accademico rigoroso e un dialogo costruttivo tra discipline. In un mondo sempre più segnato dalla divisione e dall’incertezza, tale dialogo appare più necessario che mai.
Questo nuovo numero prosegue tale missione invitando i lettori a riflettere su una delle questioni più fondamentali dell’esistenza umana: la verità. Lungi dall’essere una preoccupazione astratta o puramente teorica, la verità continua a occupare un posto centrale nell’identità personale, nella vita sociale, nell’educazione e nella fede. I saggi raccolti in «Parlare, vivere e discernere la verità» ricordano che la verità non deve essere soltanto ricercata sul piano intellettuale, ma anche incarnata nella pratica e discernuta con sapienza. In tal modo, essi offrono un contributo attuale e significativo alla riflessione accademica e spirituale contemporanea.
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