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DOMUNI UNIVERSITAS

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[Volti di Domuni] Daniel Anatole Nkala

26 agosto 2026

[EPISODIO 14] – Daniel Anatole NKALA
Studiare per comprendere meglio, comprendere per servire meglio

Sacerdote a Ntui, in Camerun, Daniel Anatole Nkala ha conseguito un Master of Arts 2 in Filosofia con il desiderio di proseguire la propria formazione, ma anche di rispondere a una questione che gli sta particolarmente a cuore: il riconoscimento delle popolazioni emarginate.

Un percorso già ricco di teologia e filosofia

Prima di entrare in Domuni, avevo già conseguito una laurea in Teologia, nonché una laurea in Filosofia. Il mio percorso formativo era strettamente legato alla mia vocazione sacerdotale: avevo seguito la formazione iniziale in vista del sacerdozio ed esercitavo il mio ministero da nove anni.

In qualità di parroco di una grande parrocchia situata in un contesto rurale, desideravo tuttavia proseguire la mia riflessione e approfondire la mia formazione intellettuale; ho quindi seguito un Master of Arts 2 in Filosofia.

Avvertivo infatti una certa carenza nella mia attività pastorale. È questo che mi ha spinto a riprendere gli studi, al fine di completare ciò che mancava nella mia formazione e arricchire la mia esperienza pastorale.

Per me, dunque, gli studi non sono separati dal mio impegno pastorale. Al contrario, mi permettono di comprendere meglio le realtà umane con cui mi confronto quotidianamente e di approfondire il modo in cui accompagnarle.

Scegliere Domuni per studiare a distanza

Ho scelto Domuni perché ho visto che è diretta dai domenicani e, conoscendone la serietà, sapevo che le mie aspettative sarebbero state soddisfatte.

Anche la possibilità di studiare a distanza è stata determinante per me. Questa modalità mi ha permesso di conciliare gli studi con le mie responsabilità pastorali, senza dover rinunciare né agli uni né alle altre.

La borsa di studio che mi è stata concessa ha inoltre facilitato il mio accesso a questa formazione.

Ho vissuto la mia esperienza nell’insegnamento online come una vera scoperta, ma soprattutto con grande gioia. Ho apprezzato la possibilità di studiare serenamente continuando, al contempo, a svolgere la mia missione di parroco di una grande parrocchia in un contesto rurale.

Una formazione caratterizzata dalla serietà

Per me, i principali punti di forza del mio percorso presso Domuni sono stati i corsi, i seminari, gli esami e, soprattutto, la redazione della mia tesi di Master.

Queste diverse fasi hanno richiesto rigore e un autentico impegno personale, ma mi hanno anche permesso di progredire nel mio modo di riflettere e di condurre una ricerca accademica.

Se dovessi riassumere la mia esperienza a Domuni in una sola parola, sarebbe «serietà».

Questa parola corrisponde all’immagine che avevo della tradizione accademica domenicana e a ciò che ho effettivamente scoperto nel corso della mia formazione.

Una ricerca dedicata al riconoscimento delle popolazioni pigmee

La mia tesi di Master mi ha permesso di mettere in relazione la mia formazione filosofica con una realtà sociale che mi sta particolarmente a cuore in Camerun.

Ho lavorato sul riconoscimento di un gruppo di persone che costituisce un’etnia minoritaria ed emarginata nel sud del Camerun, comunemente designata con il termine «pigmei». Il mio obiettivo era riflettere sul loro riconoscimento e sui mezzi per contrastare le forme di emarginazione e di maltrattamento alle quali queste popolazioni possono essere sottoposte.

Ho inserito questa riflessione nel quadro della filosofia del riconoscimento e del multiculturalismo, prendendo in particolare come riferimento l’esperienza del Québec.

Due autori hanno alimentato in modo particolare la mia riflessione: Charles Taylor, i cui lavori sul riconoscimento hanno profondamente segnato la filosofia politica contemporanea, e Nancy Fraser, che ha sviluppato una riflessione fondamentale sulla giustizia, il riconoscimento e la rappresentanza. I loro lavori mi hanno permesso di interrogare le nozioni di riconoscimento, giustizia e posto accordato ai gruppi minoritari nella società.

La questione centrale del mio lavoro era la seguente: è possibile negare il riconoscimento agli esseri umani a causa della loro appartenenza a un gruppo minoritario? E, se ciò non è accettabile, che cosa possiamo fare per giungere a un riconoscimento integrale delle popolazioni pigmee del Camerun meridionale?

Attraverso questa ricerca, ho voluto mostrare che la riflessione filosofica può essere direttamente collegata alle realtà vissute dalle popolazioni e contribuire a interrogare le situazioni di ingiustizia ed esclusione.

Studiare per comprendere meglio, comprendere per servire meglio

La mia esperienza presso Domuni mi ha permesso di proseguire gli studi rimanendo pienamente impegnato nella mia missione pastorale. Da Ntui, ho potuto approfondire le mie conoscenze, sviluppare le mie capacità di ricerca e acquisire una maggiore distanza critica rispetto ad alcune realtà umane e sociali con cui mi confronto nel mio ministero.

Per me, questa possibilità di studiare a distanza rappresenta una vera ricchezza: permette di continuare a formarsi senza essere costretti a mettere da parte le proprie responsabilità.

Conservo quindi del mio percorso a Domuni un’esperienza di serietà, scoperta e gioia, ma anche la convinzione che gli studi possano avere un impatto reale sul nostro modo di servire gli altri.

Il mio percorso è stato posto sotto il segno di una parola: la serietà. Ma anche di una convinzione: studiare per comprendere meglio e comprendere per servire meglio.