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Speranze! Riflessioni sulla JEP a Bulle
13 febbraio 2026
La Prof.ssa Evelyne Maurice, Preside della Facoltà di Teologia, ripercorre la giornata di studio partecipativa tenutasi in Svizzera il 31 gennaio. I partecipanti si sono riuniti a Bulle, nel cuore della regione della Gruyère. A immagine della stessa Svizzera, erano rappresentati diversi cantoni: Friburgo, Vallese, Vaud, Ginevra, Giura… e persino il sud della Francia.
La diversità di provenienze, di esperienze professionali e di percorsi personali è stata vissuta in un autentico spirito di consenso e di ascolto attento. Di comune accordo, si è scelto di rinunciare ai consueti mezzi di comunicazione: niente telefoni cellulari, nessun supporto digitale, nessuna presentazione PowerPoint, nessun videoproiettore. Una giornata interamente in presenza, nella quale ciascuno si è rivolto direttamente agli altri.
Questa scelta ha conferito ai nostri scambi una qualità particolare: guardarci, parlarci con verità, ascoltarci con attenzione. Il clima è stato aperto, e la relazione semplice e naturale.
La giornata è iniziata con una breve introduzione a partire da un dialogo tra Johann Baptist Metz ed Elie Wiesel, attorno alla domanda: come è possibile sperare dopo Auschwitz?
Tre interventi hanno poi alimentato la nostra riflessione sulla speranza nel cuore dell’esperienza vissuta. Uno studente ha condiviso come la speranza abbia accompagnato il suo cammino familiare verso il diaconato e l’accoglienza delle missioni affidategli dal suo vescovo. Un’altra partecipante ha descritto l’atteggiamento appropriato per accompagnare le persone in difficoltà e permettere loro di ritrovare un rinnovato soffio di speranza. Infine, una candidata al dottorato ha riletto la propria storia — segnata da una giovinezza in un Paese in guerra — e ha testimoniato il ruolo essenziale della speranza nel suo percorso di ricostruzione.
Numerosi scambi hanno prolungato questi contributi in un clima di fiducia.
Questa giornata ha rafforzato la nostra unità e ha accresciuto la gioia condivisa di lavorare insieme, anche a distanza. Un sentito ringraziamento a ciascun partecipante per la presenza, la parola e la qualità dell’ascolto condiviso.
