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Speranze! Riflessioni sulla JEP a Bulle

Speranze! Riflessioni sulla JEP a Bulle

13 febbraio 2026

Una decina di partecipanti si è riunita a Bulle, nel cuore della regione della Gruyère. Come la Svizzera stessa, erano rappresentati diversi cantoni: Friburgo, Vallese, Vaud, Ginevra e Giura. A questi si aggiungono anche partecipanti provenienti dal sud della Francia.

Le parole chiave emerse da questo incontro sono state pertanto diversità e consenso: diversi luoghi di origine, diverse esperienze ecclesiali e diverse formazioni accademiche. Di comune accordo, si è scelto di rinunciare ai nostri consueti mezzi di comunicazione per privilegiare una sessione in presenza senza mediazioni tecniche: nessun dispositivo di comunicazione, nessuna presentazione PowerPoint, nessun videoproiettore. Ciascuno si è rivolto direttamente ai colleghi presenti. Ci siamo guardati, abbiamo parlato direttamente e ci siamo ascoltati con semplicità. L’atmosfera è stata aperta e le relazioni si sono sviluppate con naturalezza.

La giornata è iniziata con una breve introduzione basata su un dialogo tra Johann Baptist Metz ed Elie Wiesel sulla questione: Come sperare dopo Auschwitz?

Successivamente, tre partecipanti hanno condiviso i propri contributi sulla speranza al centro dell’esperienza vissuta. Romuald ha spiegato come la speranza lo abbia guidato, insieme alla sua famiglia, verso il diaconato e verso l’accettazione dei compiti affidati dal suo vescovo. Marie-Antoinette ha descritto l’atteggiamento adeguato per accompagnare le persone in difficoltà e infondere loro la speranza necessaria per vivere. Pascale ha ripercorso la propria giovinezza durante un periodo di guerra e ha testimoniato il ruolo della speranza nei processi di ricostruzione. Ne sono seguiti numerosi scambi di opinioni.

Per ciascuno di noi, la speranza si vive in modo singolare, ma rimane radicata nella Resurrezione di Cristo.

Questa giornata ha rafforzato la nostra unità e il desiderio condiviso di lavorare insieme. Un sentito ringraziamento per questo tempo di condivisione e riflessione.

Evelyne Maurice