MyDomuni
DOMUNI UNIVERSITAS

New

Rileggere il Nuovo Testamento alla luce delle sue radici ebraiche

19 marzo 2026

 

Alcuni libri nascono da un lungo lavoro solitario. Altri, come Specchio ebraico dei Vangeli, si radicano in una storia viva, fatta di incontri, dialoghi e amicizie. L’opera di suor Agnès appartiene decisamente a questa seconda categoria: è il frutto di un percorso situato all’incrocio di tradizioni, terre e sguardi.

Stabilitasi oggi in Sologne, dove lavora presso la casa editrice Éditions des Béatitudes, suor Agnès è stata anzitutto studentessa presso Domuni tra il 2010 e il 2017. Questo percorso accademico, nutrito da una passione per le Scritture, si è arricchito di esperienze concrete, in particolare un seminario dedicato alle Pasque ebraica e cristiana, animato insieme al dott. Olivier Cattel, O.P. Tuttavia, già allora una questione fondamentale la abitava: come comprendere, nel modo più adeguato, le radici ebraiche del Nuovo Testamento?

Un’intuizione nata sul campo

Un soggiorno in Israele, a Gerusalemme, ha segnato una svolta decisiva. Lì, a contatto con il popolo ebraico, le sue tradizioni viventi e i suoi testi, è nata una vera vocazione intellettuale e spirituale: immergersi in questa memoria per scoprirne la ricchezza e la profondità.

Questa intuizione si è concretizzata attraverso una serie di incontri. Anzitutto quello con un rabbino americano che le offrì un’opera singolare: un Nuovo Testamento annotato da studiosi ebrei. Poi quello con il dott. Olivier-Thomas Venard, O.P., che la incoraggiò a esplorare tali annotazioni, a rintracciarne le fonti e a prolungarne la riflessione. Infine, un confronto con la dott.ssa Marie Monnet, O.P., ha inserito questo lavoro in un quadro universitario.

Da questi scambi è nato un progetto. Poi una tesi. E infine, un libro.

Esaminare la linea di separazione

Al cuore di Specchio ebraico dei Vangeli si trova una questione essenziale: che cosa unisce e che cosa separa ebrei e cristiani? Dove passa questa linea di demarcazione, spesso evocata ma raramente esplorata in profondità?

Per rispondere, suor Agnès adotta un approccio originale: leggere il Nuovo Testamento come un testo inscritto nel giudaismo del Secondo Tempio. A tal fine, si avvale di una vasta costellazione di fonti ebraiche: il Talmud, i Midrashim, gli scritti cosiddetti «intertestamentari», nonché i Targumim, traduzioni interpretative della Bibbia ebraica in aramaico.

Questa immersione nella tradizione ebraica non mira a giustapporre due letture, ma a far emergere una rete di risonanze. I Vangeli, lungi dall’essere isolati, si rivelano attraversati da echi, immagini e figure provenienti da un mondo comune.

Rileggere i Vangeli in modo diverso

Per offrire un’illustrazione concreta, suor Agnès si appoggia a passi ben noti, come l’incontro tra Gesù e la Samaritana nel Vangelo secondo Giovanni. A prima vista, la scena appare familiare: un dialogo semplice, presso un pozzo, tra due persone che sembrano opposte in tutto.

Tuttavia, collocato nell’orizzonte delle tradizioni ebraiche, il racconto acquista una nuova profondità. Il pozzo non è più soltanto uno sfondo: diventa un luogo carico di significato, spesso associato, nella Bibbia e nei commenti rabbinici, a incontri decisivi, all’alleanza e persino a una speranza messianica. Le figure di Giacobbe e di Giuseppe, discretamente presenti sullo sfondo, aprono così a una comprensione più ampia.

Di conseguenza, la domanda della Samaritana —«Sei tu più grande del nostro padre Giacobbe?»— assume una portata del tutto diversa. Non si tratta più di un semplice scambio, ma di una riflessione profonda sull’identità di Gesù, sulla storia d’Israele e sull’attesa del Messia che attraversa tutta la tradizione.

Un invito all’incontro

Questo libro non si rivolge soltanto agli specialisti. Si presenta come un invito, aperto a tutti, a entrare in un dialogo vivo con la tradizione ebraica, nello spirito della dichiarazione Nostra Aetate (§4), che incoraggia i cristiani a conoscere e comprendere meglio le proprie radici ebraiche.

Per gli studenti di Teologia, suor Agnès delinea un percorso concreto: tornare ai testi fondatori, esplorare le fonti ebraiche, avvicinarsi alle lingue quando possibile, ma anche incontrare le comunità, visitare le sinagoghe, ascoltare, osservare e soprattutto aprirsi. Un approccio che si inserisce pienamente nell’impulso di Nostra Aetate, invitando a superare le distanze ereditate dalla storia per entrare in un autentico incontro.

Poiché la posta in gioco va oltre la sola comprensione intellettuale. Si tratta di accogliere una ricchezza e una bellezza proprie, degne di essere scoperte per se stesse. E forse, in questo specchio dell’ebraismo, riscoprire diversamente la profondità del messaggio cristiano, in una rinnovata fedeltà all’Alleanza mai revocata.

Scoprire e acquistare il libro in versione digitale o cartacea