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Lettera della Rettrice – Marzo 2026
31 marzo 2026
Cari studenti e cari colleghi,
«Egli ha distrutto l’odio.» (Ef 2,14)
Con l’avvicinarsi della Pasqua, questa parola dell’apostolo Paolo risuona con particolare intensità. Non aggira le fratture del mondo, ma le attraversa. Non nega la realtà delle divisioni, le assume e afferma che è in atto un’opera meno visibile ma più potente.
In questi giorni, il pensiero va in modo particolare a coloro tra voi che vivono in Medio Oriente, a Beirut, a Gerusalemme, a Baghdad e in tanti altri luoghi, come ad Haiti, in Sudan o nella Repubblica Democratica del Congo, segnati dalla violenza e dalla guerra. Queste terre portano in sé storie in cui i confini non sono solo geografici, ma interiori, dolorosamente impressi nella memoria, di generazione in generazione.
In questo contesto, parlare di pace può sembrare irrisorio. Eppure, la parola rimane: «Egli ha distrutto l’odio».
La Pasqua non cancella i conflitti, non ignora la sofferenza né le ferite. La Pasqua provoca una breccia, un’apertura inaspettata in ciò che sembrava chiuso. La risurrezione non abbatte immediatamente i muri, ma apre un varco là dove tutto sembrava congelato.
Esiste un’opera, il più delle volte sotterranea, che consiste nel non cedere alla logica dell’odio. Nel non ridurre l’altro, e nemmeno l’avversario, a nemico. Nel mantenere, nei gesti quotidiani, nel lavoro intellettuale, nella fedeltà alla ricerca della verità, uno spazio in cui l’unità rimanga immaginabile.
Questa opera, sebbene discreta, è decisiva.
A voi che portate avanti il vostro impegno in contesti difficili, la vostra perseveranza è una forma di resistenza alla violenza. Essa contribuisce a quella breccia che la Pasqua apre nella storia ed è proprio a voi che desideravo, a nome di tutta la nostra comunità universitaria, rivolgere un saluto.
Sr Marie Monnet, op
Rettore di Domuni Universitas
