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Francesco papa & Confindustria italiana

Francesco papa &  Confindustria italiana 28 Febbraio 2016

 

Sabato 27 febbraio Papa Francesco ha parlato agli imprenditori di Confindustria e il Sole 24 Ore di domenica 28 ha dedicato all'avvenimento due pagine interne, oltre alle aperture in prima pagina.

Il discorso è stato molto piano, tipico di un pastore che ha le idee chiare sulle conseguenze negative di una cattiva prassi industriale e manageriale. E' un procedimento molto utile nell'agone morale, perché è dal male evidente a tutti che si risale alle cause. Papa Bergoglio non è un teorico né di Economia Politiche né di Politica Economica né di Management, ma un pastore che - al centro di una grande rete mondiale quale la chiesa cattolica - riceve i racconti dei dolori umani dai cinque continenti.

In Italia, per tanti motivi, non abbiamo una considerazione sufficiente del valore dell'impresa sia per il benessere generale che per una buona politica complessiva.

Siamo tutti orientati sullo Stato, sui suoi doveri ed obblighi e soprattutto sui suoi errori. Ma non abbiamo abbastanza chiaro che è già al momento in cui si produce ricchezza che deve entrare la considerazione etica e personalista. La ridistribuzione tramite l’autorità pubblica non potrà essere giusta ed equa se non si è avuta la buona fase precedente. E la fase precedente è quella della produzione delle imprese, e della parziale distribuzione già insita in tale attività.

In un Paese nel quale abbiamo almeno 3.200.000 dipendenti pubblici, centinaia di migliaia di redditi da attività politiche,

ma dove l'inefficienza delle strutture pubbliche è incontestabile, un nuovo patto politico tra i rappresentanti dei poter pubblici e gli imprenditori è incontestabilmente necessario, anzi vitale.

“Proprio il bene comune sia la bussola che orienta l’attività produttiva, perché cresca un’economia di tutti e per tutti, che non sia «insensibile allo sguardo dei bisognosi» (Sir 4,1). Essa è davvero possibile, a patto che la semplice proclamazione della libertà eco­nomica non prevalga sulla concreta libertà dell’uomo e sui suoi diritti, che il mercato non sia un assoluto, ma onori le esigenze della giustizia e, in ultima analisi, della dignità della persona. Perché non c’è libertà senza giustizia e non c’è giustizia senza il rispetto della dignità di ciascuno.”  

Per leggere l’originale del discorso di Papa Francesco http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/february/documents/papa-francesco_20160227_confindustria.html



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